Catasto Gregoriano: il quadro d’unione delle mappe del Lazio
a cura di Adriano Ruggeri
Grazie all’iniziativa della Società romana di storia patria e dell’Archivio di Stato di Roma, con l’approvazione dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, si pubblica in questa sezione del sito web della Società romana l’inventario grafico delle mappe del Catasto gregoriano relative ai territori pontifici compresi nel Lazio, ossia la trasposizione dei confini delle mappe stesse sulle carte topografiche dell’IGM in scala 1:25.000, al fine di ricostruirne il quadro d’unione.
Il lavoro grafico è stato realizzato nella prima metà degli anni ’90 da Adriano Ruggeri sotto la direzione delle dott.sse Daniela Sinisi e Luisa Falchi, all’epoca in servizio presso l’Archivio di Stato di Roma, ed è stato reso possibile grazie alla disponibilità dell’allora direttore Lucio Lume e alla sensibilità della dott.ssa Vera Vita Spagnuolo; mentre il progetto di collaborazione tra la Società romana e l’Archivio di Stato di Roma ‒ avviato nel 2023 ‒ è stato appoggiato e sostenuto dapprima da Michele Di Sivo e poi da Riccardo Gandolfi, direttori dell’istituto romano.
L’inventario grafico delle mappe è anche consultabile nel sito-web dell’Archivio di Stato di Roma.
Il catasto generale “a misura e stima” dei territori costituenti lo Stato Pontificio fu disposto da Pio VII con l’art. 191 del Motu Proprio del 6 luglio 1816, che provvedeva a riorganizzare l’amministrazione statale partendo da un organico e uniforme ordinamento del territorio, gerarchicamente articolato in Delegazioni, Governi e Comunità. Per quanto riguarda i territori del Lazio, le mappe catastali sono state elevate ‒ sulla base dell’organizzazione territoriale stabilita con il citato Riparto del 1817 ‒ tra i primi di ottobre del 1817 e il settembre del 1821.
Una volta redatte e numerate, con criteri non sempre omogenei, le mappe e i relativi ‘brogliardi’, ossia i registri dove sono descritte tutte le particelle (proprietari/possidenti, contrada dove si trovano i terreni, loro tipologia ed estensione etc.), sono state ordinate secondo le Delegazioni di appartenenza, mantenendo tale ordinamento e le segnature originarie, anche quando provvedimenti successivi hanno attribuito alcune mappe a un comune diverso da quello originario, o a un comune di nuova istituzione. Esse costituiscono oggi una serie dell’archivio della Presidenza del Censo, il dicastero centrale dello Stato Pontificio preposto alla realizzazione del catasto e alla regolamentazione di tutte le attività necessarie a garantire la funzionalità di tale strumento: la loro segnatura archivistica riflette ancora oggi quell’ordinamento, modellato sull’organizzazione del territorio e funzionale all’attività amministrativa e alla gestione della relativa documentazione.
L’idea di redigere un quadro d’unione delle mappe catastali è nata dall’esigenza di rispondere, da una parte, alla mancanza di una cartografia storica sufficientemente dettagliata, ma allo stesso tempo relativa a un ampio territorio ‒ quale appunto quello del Lazio ‒ che ne raffigurasse l’articolazione territoriale nella prima metà del XIX secolo e sino alla fine del Governo Pontificio, con le sue principali circoscrizioni amministrative (Comunità, Governi e Delegazioni), dall’altra, all’esigenza di fornire agli studiosi un quadro grafico che agevolasse visivamente l’individuazione delle mappe catastali del Lazio necessarie alle loro ricerche; esigenza tanto più sentita se si tiene conto del fatto che il Catasto gregoriano era ‒ ed è tuttora ‒ una delle serie più consultate, a fronte dell’approssimazione degli strumenti di ricerca disponibili, non sempre in grado di fornire indicazioni adeguate, in particolare per quanto riguarda l’individuazione delle mappe attraverso i toponimi elencati nell’indice a disposizione in Sala studio, non sempre identificabili nella attuale realtà geografica e amministrativa.
Si rinvia al testo consultabile in formato PDF (Il progetto) per una dettagliata presentazione del lavoro, dei singoli aspetti e delle problematiche che lo hanno riguardato, e alla Guida alla consultazione per le modalità di ricerca nel sito web.