80.18 – Fabrizio Vallelonga
6,00€
Ceramiche medievali dal territorio di Leopoli-Cencelle: il sito di Ripa Maiale (Allumiere, RM)
Fabrizio Vallelonga
Nel 2014 sono riprese le attività di ricerca condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio-VT-EM in collaborazione con i Gruppi Archeologici d’Italia nell’area nota con il toponimo di Ripa Maiale (Allumiere – RM) dove precedenti indagini avevano già rivelato un’intensa frequentazione in prossimità di una sorgente di acqua perenne. La sorgente, frequentata con alcune cesure dal Neolitico al basso medioevo, nel Bronzo Finale e nel periodo ellenistico fu utilizzata anche a scopi cultuali come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di ex voto.
Nel 2018, a poca distanza dalla sorgente, è stata scoperta una piccola chiesa mono nave che mostra almeno due fasi costruttive, la cui cronologia è ancora da precisare: la prima sembra ascrivibile in una forbice compresa tra il IX e X secolo, la seconda all’ XI-XII. L’abbandono dell’edificio, a cui è associata anche un’area sepolcrale posta davanti alla facciata, si può collocare nel XIV secolo. è probabile che la chiesa, prima del tutto sconosciuta alla ricerca, fosse, almeno nel periodo basso medievale, tra le dipendenze della vicina città di Leopoli-Cencelle ed è forse possibile che possa essere identificata con la chiesa di San Giovanni, nota dalla documentazione del XIV secolo.
Lo scavo, ancora in corso, ha permesso di recuperare un discreto quantitativo di materiali ceramici, oltre ad alcuni frammenti scultorei relativi a rilievi altomedievali. Tra le ceramiche si riconoscono delle maioliche arcaiche che sembrerebbero relative alle ultime fasi di vita e abbandono del contesto. Tale limite cronologico è infatti confermato dai reperti rinvenuti negli strati di distruzione della chiesa e di obliterazione del cimitero, all’interno dei quali, tra i numerosi materiali residui, appaiono datanti alcuni frammenti di maiolica arcaica.
Nelle stratigrafie all’interno della chiesa e nei livellamenti esterni, contestuali alle fasi di funzionamento dell’edificio di culto, invece le ceramiche smaltate sono del tutto assenti. All’esterno dell’edificio, in particolare, sono stati recuperati numerosi frammenti di ceramiche a bande rosse pertinenti soprattutto a forme aperte (bacini), con impasti grezzi o depurati, che rappresentano un elemento di novità nel panorama locale e non sembrano trovare confronti precisi, anche nella vicina Cencelle.
Nelle stratigrafie più antiche, ancora solo parzialmente esplorate, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica da fuoco, acroma depurata e a bande rosse. Tra le prime si distinguono alcuni orli di olle, fortemente estroflessi, che appaiono fondamentali per inquadrare le fasi più antiche in un arco cronologico tra il IX-X secolo, considerando i confronti con i ritrovamenti di Cencelle.
Miscellanea della Società romana di storia patria, 80
luglio 2025, pp. 18

