{"id":50,"date":"2016-04-05T17:59:40","date_gmt":"2016-04-05T15:59:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.srsp.it\/?page_id=50"},"modified":"2021-12-06T20:36:25","modified_gmt":"2021-12-06T19:36:25","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><\/style><div id=\"cmsms_row_69df65902ccf3\" class=\"cmsms_row cmsms_color_scheme_default\">\n<div class=\"cmsms_row_outer_parent\">\n<div class=\"cmsms_row_outer\">\n<div class=\"cmsms_row_inner\">\n<div class=\"cmsms_row_margin\">\n<div class=\"cmsms_column one_first\" data-animation=\"fadeIn\" data-delay=\"50\">\n<div class=\"cmsms_text\">\n<p><strong>La Societ\u00e0 romana di storia patria<\/strong> fu fondata il 5 dicembre 1876 in casa del barone Pietro Ercole Visconti da un gruppo di studiosi. Nasce quindi come una societ\u00e0 privata per volere di sedici persone romane di nascita (o tutt\u2019al pi\u00f9 della Provincia Romana), diverse per\u00f2 per et\u00e0, formazione culturale ed orientamento politico: Pasquale Adinolfi, Ugo Balzani, Carlo Castellani, Ignazio Ciampi, Costantino Corvisieri, Giuseppe Cugnoni, Giovan Battista De Rossi, Ignazio Giorgi, Ignazio Guidi, Rodolfo Lanciani, Ernesto Monaci, Giulio Navone, Giuseppe Tomassetti, Oreste Tommasini, Carlo Valenziani, Pietro Ercole Visconti. Non si hanno notizie su incontri preliminari, ma \u00e8 indubbio che essi dovettero avvenire; ed \u00e8 altrettanto indubbio che gli studiosi fossero stati spinti a questa fondazione dal desiderio di scrivere una nuova storia di Roma, nella quale la visione \u201cmunicipale\u201d avesse il predominio sulla visione \u201cpontificia\u201d, che fino a quel momento era stata predominante. Nell\u2019Atto costitutivo sono dichiarate le finalit\u00e0 della Societ\u00e0: \u00abpubblicare documenti illustrativi della storia della citt\u00e0 e provincia di Roma in tutti i suoi rapporti dalla caduta dell\u2019Impero alla fine del secolo decimottavo ed un Bollettino annuale di studi e memorie concernenti la storia medesima\u00bb.<\/p>\n<p>Due anni dopo fu eletto pontefice Leone XIII, che ben presto apr\u00ec agli studiosi di tutto il mondo gli Archivi Vaticani. La reazione liberale a questa \u201cliberalit\u00e0\u201d del pontefice port\u00f2 alla creazione dell\u2019Istituto storico italiano, ma anche ad un maggior impegno della Societ\u00e0 nel campo degli studi, sempre con una visione anticlericale.<br \/>\nLa prima riunione dei soci fondatori si tenne a casa di Costantino Corvisieri, che in quell\u2019occasione fu eletto presidente, mentre furono nominati segretario Ignazio Giorgi e tesoriere Oreste Tommasini. Fu redatto un nuovo Atto costitutivo, nel quale si possono notare alcune differenze col primo: lo scopo rimane uguale, scompare la norma che i soci debbano essere tutti della Provincia Romana e compare la dichiarazione che la Societ\u00e0 \u00ab\u00e8 posta sotto la protezione del Comune di Roma\u00bb. Nel verbale \u00e8 poi specificato che faranno parte della Societ\u00e0 quattro classi di soci: fondatori, corrispondenti, patroni (cio\u00e8 coloro che verseranno una tantum 500 lire) e contribuenti (cio\u00e8 chi si abboner\u00e0 al \u00abBollettino\u00bb per almeno cinque anni).<\/p>\n<p>Le riunioni dei Soci si susseguirono settimanalmente. Si inizi\u00f2 subito a pensare alla pubblicazione di un \u00abBollettino\u00bb e all\u2019edizione di documenti. Tra il 1877 e il 1878 usc\u00ec il primo numero dell\u2019\u00abArchivio della Societ\u00e0 Romana di storia patria\u00bb (cos\u00ec fu chiamato il \u00abBollettino\u00bb) e gi\u00e0 nel 1877 furono decise le edizioni del Regesto di Farfa, a cura di U. Balzani ed I. Giorgi, e del Regesto Sublacense, a cura di L. Allodi e G. Levi.<br \/>\nLa Societ\u00e0 all\u2019inizio non ebbe una sede: le riunioni si tennero prima a casa del Presidente, poi, per concessione del principe Chigi, presso la Biblioteca Chigiana, quindi in alcuni locali presso San Carlo in via Quattro Fontane 94 (oggi via Depretis) ed infine il ministro Guido Baccelli assegn\u00f2 alla Societ\u00e0 l\u2019uso di tre stanze annesse alla Biblioteca Vallicelliana. La cura della conservazione e dell\u2019incremento della Vallicelliana fu dallo stesso ministro affidata nel 1883 alla Societ\u00e0, al cui presidente fu concessa l\u2019alta direzione della Biblioteca.<\/p>\n<p>A Corvisieri successe nella presidenza Giuseppe Cugnoni e quindi nel 1883 Oreste Tommasini, che godeva di ottima stima negli ambienti politici oltre che in quelli culturali. Egli ottenne nel 1884 il privilegio che la Societ\u00e0 potesse chiamarsi Reale e potesse usare lo stemma regio. Nello stesso anno fu promulgato lo Statuto, rimasto in vigore fino al 1935, per cui la Societ\u00e0 fu equiparata alle RR. Deputazioni di storia patria gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nNel nuovo Statuto vengono riviste le finalit\u00e0 della Societ\u00e0 e la classificazione dei soci. L\u2019articolo I recita: \u00abla R. Societ\u00e0 Romana di storia patria \u00e8 istituita per promuovere la pubblicazione e la illustrazione dei documenti storici di Roma e per cooperare alla conservazione dei relativi monumenti\u00bb. Per quanto riguarda i soci, viene a decadere la qualifica di \u00absoci fondatori\u00bb, non ci sono pi\u00f9 soci patroni e soci contribuenti, ma solo residenti e corrispondenti (i primi erano quelli che risiedevano stabilmente a Roma, i secondi quelli che risiedevano in qualsiasi altra localit\u00e0); in una speciale categoria, quella dei soci \u201cnati\u201d, vengono inseriti i capi degli Istituti storici stranieri esistenti a Roma ed il bibliotecario pro tempore della Vallicelliana, il quale ultimo avrebbe fatto parte anche del Consiglio Direttivo della Societ\u00e0.<\/p>\n<p>Continu\u00f2 negli anni la pubblicazione dell\u2019\u00abArchivio\u00bb, si dette inizio ad una nuova collana, la \u00abMiscellanea\u00bb, mentre i Regesti di Farfa e di Subiaco uscirono nella collana \u00abBiblioteca\u00bb, che con essi si chiuse. Contemporaneamente vennero portate avanti altre iniziative, come la raccolta dei Monumenti Paleografici di Roma, patrocinata da Ernesto Monaci (ne uscirono quattro fascicoli), la pubblicazione in facsimili de I diplomi imperiali e reali delle Cancellerie d\u2019Italia, patrocinata dal socio straniero Theodor von Sickel (ne usc\u00ec un solo fascicolo), la continuazione delle Inscriptiones Christianae Urbis Romae di Giovan Battista De Rossi, a cura di Giuseppe Gatti e poi di Angelo Silvagni. Pasquale Villari propose un\u2019altra iniziativa: il Codex diplomaticus Urbis Romae, che avrebbe dovuto essere la premessa di una Historia Diplomatica Urbis, dal VI al XIV secolo.<br \/>\nIntanto nel 1885 inizi\u00f2 il \u00abCorso pratico di metodologia della storia\u00bb, il cui scopo precipuo era la preparazione di nuovi collaboratori. Questa scuola non dur\u00f2 a lungo, per mancanza di finanziamenti; nel 1892 fu fondata la \u00abScuola storica\u00bb, che ebbe vita pi\u00f9 lunga. Questa, finanziata dallo Stato, doveva per\u00f2 chiedere la sua approvazione per la scelta dei borsisti, scelta che era operata dal Consiglio Direttivo della Societ\u00e0. Francesco Pagnotti e Pietro Savignoni furono i primi ad essere nominati (1892-93), quindi, dopo un intervallo di sei anni, furono chiamati a far parte della Scuola Vincenzo Federici e Pietro Fedele (1899-1900), Luigi Schiaparelli e Pietro Egidi (1901-02). La Scuola continu\u00f2 ad esistere fin dopo la I guerra mondiale ed in seguito la sua esistenza divenne problematica e legata a donazioni ed istituzioni di fondazioni in onore di soci scomparsi. Ai borsisti, che la frequentarono, si deve la maggior parte delle edizioni di documenti e degli articoli, che compaiono in quegli anni nell\u2019\u00abArchivio\u00bb.<\/p>\n<p>Dal 1884 al 1907 si alternarono nel ruolo di Presidente due degli antichi Soci fondatori, Oreste Tommasini ed Ugo Balzani; la carica pass\u00f2 poi a Carlo Calisse (1907-1934). Intanto la biblioteca della Societ\u00e0 \u00ad distinta da quella Vallicelliana \u00ad si veniva arricchendo con importanti lasciti dei soci: essa ricevette in quegli anni una raccolta di appunti e carte di Costantino Corvisieri, donata dal nipote; la ricca biblioteca di Ugo Balzani, donata dalle figlie e quella di Oreste Tommasini, ugualmente donata dai figli; le carte di Alessandro Ferraioli relative per la gran parte al pontificato di Leone X; libri e fotografie lasciate da Rodolfo Bonfiglietti; una preziosa raccolta di opere storiche e geografiche e di numerose traduzioni di opere latine e greche, donata da Angelo Colucci.<\/p>\n<p>Lo Statuto emanato nel 1884 rimase in vigore fino al 1935, tranne una piccola modifica, approvata nel 1923 dai Soci, modifica che prevedeva due nuove classi di soci, i soci \u00abaggregati\u00bb che avrebbero pagato annualmente una piccola somma ed i soci \u00abbenemeriti\u00bb, che avrebbero versato mille lire una tantum. Nel 1933 fu richiesta dal Ministero dell\u2019Educazione Nazionale a tutte le societ\u00e0 storiche una revisione degli statuti; il Consiglio prepar\u00f2 un nuovo testo, che fu superato nel 1935 dalla riforma di tutti gli istituti storici esistenti in Italia, promossa da Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, nuovo ministro dell\u2019Educazione Nazionale. Questa prevedeva che le Societ\u00e0 assumessero la denominazione di Deputazione e che dipendessero dalla Giunta Centrale per gli Studi storici; che il Presidente ed il Vicepresidente fossero nominati per regio decreto su proposta del Ministro dell\u2019Educazione Nazionale, sentita la Giunta e questi a loro volta nominassero due consiglieri; che le Deputazioni fossero formate da tre classi di membri, deputati, corrispondenti e soci e che i deputati, nominati per R. Decreto, su proposta del Ministero dell\u2019Educazione Nazionale, sentite le singole Deputazioni, fossero cittadini italiani e dovessero prestare giuramento allo Stato fascista. Nello stesso 1935 furono istituite le sezioni di Tivoli e Velletri dipendenti dalla Deputazione, che nel 1939 contavano l\u2019una tre deputati e tre corrispondenti e l\u2019altra tre deputati e due corrispondenti. Seguiranno poi le sezioni di Viterbo, Littoria (rinominata Latina dopo la caduta del fascismo), Anagni (divenuta poi sezione per il Lazio meridionale).<\/p>\n<p>Nel frattempo per ragioni di et\u00e0 si era dimesso Calisse ed era stato nominato al suo posto Pietro Fedele, che era stato Ministro dell\u2019Educazione Nazionale e che riusc\u00ec a rendere meno rigida l\u2019applicazione dei nuovi provvedimenti. La Societ\u00e0 assunse il titolo di R. Deputazione romana di storia patria, Fedele fu nominato con decreto ministeriale Presidente e Giulio Navone Vicepresidente ed essi a loro volta nominarono consiglieri Vincenzo Federici ed Emilio Re e consiglieri aggiunti (cariche non previste dal nuovo Regolamento) Carlo Cecchelli, Enrico Carusi ed Enrico Sartorio. Fedele riusc\u00ec anche ad inserire gli antichi soci nelle nuove categorie previste dalla nuova legge, tranne alcuni per incompatibilit\u00e0 con il regime vigente (Ernesto Buonaiuti, Gaetano De Sanctis, Nora Balzani e Armando Lodolini, cui si aggiunsero nel 1938, dopo l\u2019emanazione delle \u00ableggi razziali\u00bb, Giorgio Falco e Gino Olivetti).<br \/>\nRicostituiti gli organi direttivi e la composizione della Societ\u00e0, l\u2019attivit\u00e0 riprese secondo le finalit\u00e0 sue proprie, che erano sostanzialmente immutate. L\u2019\u00abArchivio\u00bb usc\u00ec con regolarit\u00e0 con il nome leggermente modificato (\u00abArchivio della R. Deputazione di storia patria\u00bb), aggiungendo alla numerazione corrente una seconda numerazione di \u00abnuova serie\u00bb, che dur\u00f2 dal 1935 fino al 1946; continuarono ad uscire i volumi della \u00abMiscellanea\u00bb; le adunanze scientifiche ebbero luogo pressoch\u00e9 tutti gli anni, le sedute del Consiglio si svolsero regolarmente fino al 1944. Nel 1943 mor\u00ec Fedele e fu nominato Presidente Vincenzo Federici. Fu istituita in memoria di Fedele una Fondazione, a lui intitolata, per assegnare annualmente premi a giovani laureati, che intendevano dedicarsi agli studi medievali.<\/p>\n<p>Dopo il giugno 1944, quando Roma fu liberata dall\u2019occupazione tedesca dalle truppe alleate, la Deputazione riprese l\u2019antico nome, e furono riprese anche le sedute e le riunioni scientifiche. Nel 1946 fu conclusa una nuova convenzione con la Biblioteca Vallicelliana, mentre la biblioteca della Societ\u00e0 si arricchiva con nuove donazioni, come quella da parte della nipote dell\u2019antico socio fondatore, Oreste Tommasini, composta da lettere ricevute dallo studioso e da un gruppo di carte di Michele Amari.<\/p>\n<p>Essendo stato abrogato il Regolamento delle Deputazioni voluto da De Vecchi, era necessario aggiornare lo Statuto. Questo fu rinnovato da Federici, nominato nel 1947 Commissario straordinario, e fu approvato con D.P.R. del 25 ottobre 1950: le innovazioni \u2013 ferme restando le finalit\u00e0 della Societ\u00e0 \u2013 riguardavano la composizione, l\u2019elezione dei nuovi soci e del Consiglio direttivo, la costituzione di altre sezioni. Una norma transitoria stabiliva poi che i soci nominati prima del 1935 e i deputati e i corrispondenti nominati dopo tale data fossero collocati nelle categorie rispettive di soci effettivi e di soci corrispondenti. Intanto erano stati reintegrati al loro posto i soci che erano stati dichiarati decaduti tra il 1935 e il 1938. Qualche anno pi\u00f9 tardi l\u2019interpretazione di alcuni articoli dello Statuto risult\u00f2 poco chiara, e pertanto ne fu decisa la modifica, che fu approvata con D.P.R. n. 1570 del 17 ottobre 1961. Nel nuovo Statuto si stabilivano tre diverse categorie di soci, patroni, effettivi, corrispondenti: tra questi ultimi venivano inseriti i direttori pro tempore degli Istituti che facevano parte dell\u2019Unione degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell\u2019Arte in Roma, da poco fondata; si contemplava inoltre la possibilit\u00e0 di costituire nuove Sezioni nei principali centri del Lazio \u00abper promuovere l\u2019illustrazione della storia locale e per cooperare alla conservazione dei monumenti\u00bb. Contemporaneamente fu varato un Regolamento, composto da dieci articoli, che riguardava l\u2019elezione dei Soci, per la quale era prevista la votazione a domicilio, i compiti del Segretario, del Tesoriere e dei revisori dei conti, le proposte di modifiche, che, per essere valide, avrebbero dovuto essere approvate a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.<\/p>\n<p>Il Federici, cessata la sua funzione di Commissario straordinario, fu eletto Presidente il 23 maggio 1953, ma mor\u00ec pochi mesi dopo e fu sostituito da Emilio Re (1954-1962), e dopo di lui fu nominato Presidente Ottorino Bertolini (1962-1976). In quegli anni continuarono ad uscire pi\u00f9 o meno regolarmente i volumi dell\u2019\u00abArchivio\u00bb, furono portati a termine altri volumi della \u00abMiscellanea\u00bb. Nel 1971 Bertolini riprese l\u2019iniziativa, che era stata proposta nel lontano 1886 da Pasquale Villari e che Fedele e Federici avrebbero voluto attuare, il \u00abCodice diplomatico\u00bb di Roma e della regione romana. Ottenuto un contributo quadriennale dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, egli costitu\u00ec un centro per la raccolta e lo studio delle fonti della storia di Roma e della sua regione nel Medioevo, al quale affer\u00ec un gruppo di giovani laureati, che costituirono uno schedario dei documenti editi o solo citati relativi alla storia di Roma dal VI al XV secolo e prepararono studi ed edizioni, che poi furono pubblicati sull\u2019\u00abArchivio\u00bb.<\/p>\n<p>Bertolini fu costretto a lasciare la Presidenza per gravi motivi di salute e gli subentr\u00f2 Giulio Battelli (1976-1984). Nel frattempo Pierre Toubert aveva donato alla Societ\u00e0 i microfilm contenenti le riproduzioni dei documenti di molti archivi laziali, che gli erano serviti per la sua opera Les structures du Latium m\u00e9di\u00e9val, uscita sotto gli auspici e con il concorso della Societ\u00e0 romana e l\u2019Accademia di San Luca aveva concesso la raccolta delle copie di documenti fatta da Cesare De Cupis, mentre Giuseppe Marchetti Longhi aveva legato alla Societ\u00e0 una raccolta di carte manoscritte, appunti ed estratti. Alla morte di Giovanni Incisa della Rocchetta, per lunghi anni Segretario della Societ\u00e0, anche le sue carte furono donate dagli eredi.<\/p>\n<p>Sotto la presidenza di Battelli fu solennemente celebrato il centenario della Societ\u00e0 con un convegno sotto l\u2019alto patronato del Presidente della Repubblica sul tema \u00abRoma punto d\u2019incontro e di nuove aperture alla cultura europea dal 1870 al 1914\u00bb. Nel 1981, nel quadro delle celebrazioni per il centenario della nascita di san Benedetto, la Societ\u00e0 indisse un convegno su \u00abI monaci a Roma nell\u2019Alto Medioevo\u00bb. Furono poi tenute, come d\u2019abitudine, le sedute scientifiche; la pubblicazione della rivista continu\u00f2, anche se con una cadenza non sempre regolare, uscirono nuovi volumi nella \u00abMiscellanea\u00bb ed ebbe inizio la collana intitolata \u00abCodice diplomatico di Roma e della regione romana\u00bb, nella quale apparve come primo volume la ristampa, a cura di Paola Pavan, delle Carte del monastero dei SS. Cosma e Damiano di Pietro Fedele, pubblicate a puntate sull\u2019\u00abArchivio\u00bb. I volumi seguenti sono tutti relativi a nuove edizioni di documenti e di protocolli notarili. Fu firmata una convenzione con la Regione Lazio, d\u2019intesa con la Soprintendenza Archivistica del Lazio, per l\u2019ordinamento degli archivi comunali.<br \/>\nNel 1984 Giulio Battelli lasci\u00f2 la sua carica di Presidente per \u00ablimiti d\u2019et\u00e0\u00bb, come motiv\u00f2 lui stesso, avendo compiuto ottanta anni, ma continuer\u00e0 a far parte integrante della Societ\u00e0 e del Consiglio per altri venti anni, fino alla sua morte avvenuta nel 2004. Al suo posto fu eletto Alessandro Pratesi (1984-1991), la cui presidenza ha rappresentato un periodo di intensa attivit\u00e0 editoriale per la Societ\u00e0: l\u2019\u00abArchivio\u00bb riprese infatti la sua cadenza regolare, nella \u00abMiscellanea\u00bb uscirono nove volumi e quattro nel \u00abCodice diplomatico\u00bb.<br \/>\nAlcune norme dello Statuto della Societ\u00e0 cominciavano a essere obsolete, si propose allora un nuovo testo al Ministero dei Beni Culturali senza arrivare ad un\u2019approvazione. Nel 1987 venne abrogato il Regolamento con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto: venne cos\u00ec a cadere la norma che proibiva l\u2019elezione di studiosi stranieri a socio effettivo e nel 1990 furono eletti sette soci effettivi stranieri, i cui interessi scientifici erano legati strettamente a Roma.<\/p>\n<p>La biblioteca Vallicelliana nel 1986 richiese che fosse rivista la convenzione, che dal 1946 regolava i rapporti tra la Biblioteca stessa e la Societ\u00e0; la questione si trasciner\u00e0 per una decina d\u2019anni finch\u00e9 nel 1996 non sar\u00e0 firmata dalle parti una nuova convenzione, che consta di otto articoli (pubblicata sull\u2019\u00abArchivio\u00bb 119 [1997], p. 359]. A quel momento sar\u00e0 presidente Letizia Ermini Pani, eletta nel gennaio 1991, dopo le dimissioni di Alessandro Pratesi.<br \/>\nLa presidenza di Letizia Ermini Pani \u00e8 caratterizzata da un gran numero di convegni e da un rapporto pi\u00f9 stretto con la Regione Lazio, che ha contribuito alle nuove iniziative della Societ\u00e0 e alla prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 editoriale della Societ\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 1995, cadendo l\u2019anniversario della morte di san Filippo Neri, si \u00e8 tenuto un convegno sul tema \u00abS. Filippo Neri nella realt\u00e0 romana del secolo XVI\u00bb e l\u2019anno seguente uno su \u00abSanti e culti nel Lazio: istituzioni, societ\u00e0, devozioni\u00bb. Quest\u2019ultimo prelude in un certo senso alla ricerca sul \u00abCulto dei Santi patroni nel Lazio\u00bb (Roma esclusa), finanziata appunto dalla Regione nei trienni 1999-2001 e 2002-2004 ed alla successiva pubblicazione. Nel 1998 la ricerca proposta dalla Societ\u00e0 alla Regione Lazio su \u00abCastra e casali della Campagna Romana tra XII e XIII secolo\u00bb sar\u00e0 da questa assunta come ricerca regionale e nel 2004 confluir\u00e0 in un volume della \u00abMiscellanea\u00bb.<br \/>\nDue convegni si sono tenuti nel 1998: l\u2019uno fu indetto in febbraio in memoria di Jean Coste, Segretario della Societ\u00e0 per alcuni anni, sul tema \u00abDalla Tuscia Romana al territorio Valvense. Problemi di topografia medievale alla luce delle recenti ricerche archeologiche\u00bb; l\u2019altro in settembre su \u00abInnocenzo III, Roma e lo Stato Pontificio\u00bb. Gli Atti dei quattro convegni sopra citati sono stati poi pubblicati nella \u00abMiscellanea\u00bb, come pure quelli del convegno tenutosi nell\u2019ottobre 2004, in occasione del XIV centenario della morte di Gregorio I, su \u00abL\u2019Orbis christianus antiquus di Gregorio Magno\u00bb.<br \/>\nNel 1994 fu stabilito di chiedere alla Sovrintendenza archivistica del Lazio che i fondi archivistici della Societ\u00e0 e lo stesso archivio venissero dichiarati di notevole interesse storico, cosa che avvenne il 9 giugno 1997. La Regione Lazio poi mise a disposizione un contributo per l\u2019inventariazione e la sistemazione dei fondi provenienti da donazioni (Bonfiglietti, De Cupis, Ferraioli, Incisa della Rocchetta, Marchetti Longhi); in seguito il Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali assegner\u00e0 un contributo ad hoc per il fondo pi\u00f9 cospicuo, quello Ferraioli, per cui tutti i fondi sono stati riordinati e catalogati, tranne il fondo Colucci, che \u00e8 statodepositato presso la Societ\u00e0 Geografica Italiana. Dal 1904 \u00e8 in corso l\u2019inventariazione dell\u2019archivio storico della Societ\u00e0.<\/p>\n<p>La Societ\u00e0 ha quindi aderito al progetto formulato nel 2002 dalla Regione Lazio relativo ad un \u00abRepertorio degli uomini illustri del Lazio\u00bb (con l\u2019esclusione dei Romani e dei viventi): alla Societ\u00e0 ed all\u2019Istituto storico italiano per il Medio Evo \u00e8 stato affidato il settore medievale, ed il Presidente della Societ\u00e0 \u00e8 entrato a far parte del Comitato scientifico dell\u2019opera.<br \/>\nNel 2006 il 130\u00b0 anniversario della fondazione della Societ\u00e0 \u00e8 stato solennemente celebrato con un convegno, tenuto in Campidoglio e nel salone della Biblioteca Vallicelliana, nell\u2019ambito del quale alcune relazioni hanno evidenziato il ruolo avuto dalla Societ\u00e0 nel campo degli studi storici romani e nazionali.<br \/>\nDopo centotrent\u2019anni molte cose sono ancora da fare, molti i progetti in cantiere, come la sistemazione, riproduzione digitale e creazione di un archivio consultabile in CD della fototeca di Pierre Toubert, la creazione del sito della Societ\u00e0, l\u2019inserimento in questo di tutti gli indici dei volumi dell\u2019\u00abArchivio\u00bb, l\u2019archiviazione elettronica delle edizioni di cartari e protocolli apparse nella rivista, nonch\u00e9 delle trascrizioni dei protocolli dei Serromani, notai romani trecenteschi, rimaste inedite per la morte del curatore, Renzo Mosti. Sono poi in fase di attuazione la prosecuzione del Codice diplomatico delle magistrature romane, la regestazione delle carte duecentesche del monastero di S. Maria Nova, l\u2019edizione di altri cartari romani.<br \/>\nLe finalit\u00e0 della Societ\u00e0 proclamate nel 1876 continuano quindi ad essere ancora attuali.<\/p>\n<p><strong>Isa Lori Sanfilippo<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1879,"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50\/revisions\/1879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.srsp.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}